domenica 18 dicembre 2016

IL GRAN RIFIUTO di Davide Summa



I risultati del referendum costituzionale  nell'analisi di Davide Summa della IV E



4 Dicembre 2016, poco dopo le 23.30 escono i risultati ufficiale del Referendum Costituzionale, il 60% degli italiani ha votato per il NO, il restante 40% per il SI.
Il quesito referendario su cui si votava è:
«Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione" approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?» Le ragioni del si, portate avanti dal Partito Democratico, sono legate all’abbattimento dei costi della Pubblica Amministrazione e sulla semplificazione del processo di approvazione e discussione delle leggi, inoltre si esprime la volontà di rimuovere il CNEL, ente inutile al giorno d’oggi fonte di sprechi, volontà forse l’unica che accomuna tutti gli schieramenti politici.
 Il no, sostenuto da Forza Italia, Movimento 5 stelle e altri partiti dell’opposizione, afferma la volontà di proteggere la Costituzione da un “totale stravolgimento” in quanto sostengono che la riforma vada a togliere diritti al popolo e accentrare i poteri nelle mani del governo, anche se non in maniera esplicita.
La campagna referendaria è stata una battaglia all’ultimo sangue e forse anche per questo abbiamo avuto gli occhi di tutt’Europa e di tutto il mondo su di noi da mesi.
L’ex presidente del consigli Matteo Renzi forse ha commesso l’errore di personalizzare il Referendum credendo così di avere una maggior possibilità di riuscire nel suo intento. Ha così servito sul piatto d’argento alle opposizioni la possibilità mi mandare a casa lui e di andare a nuove elezioni. Ha provato poi invano a far dimenticare le suo promesse senza, appunto, riuscirci. Alla vigilia del voto i risultati erano ormai ovvi, tutti i partiti contro la metà del Pd, si, metà perché è riuscito a spaccare il suo stesso partito con le sue manie “assolutistiche”. L’occasione fornita da Renzi ha fatto perdere lo stesso valore e indirizzo del Referendum, infatti si votava non per il proseguimento del suo governo ma sul cambiamento o la staticità del Paese. Gli italiani, purtroppo hanno un difetto, spesso seguono ciò che viene detto loro, senza garanzie o essersi documentati, punti deboli la riforma forse ne aveva, ma i punti di forza erano molti e da sempre condivisi. A discapito di tutti, il momento in cui viviamo è un momento difficile, pieno di scadenze e impegni improrogabili per cui in caso di vittoria del NO. Sicuramente l’Italia e gli italiani non spariranno dalla faccia delle Terra, ma saranno mesi molto difficili e gli scenari sono preoccupanti. La domenica del 4 Dicembre gli Italiani si sono espressi, moltissimi italiani sono andati a votare, l’esito… più del 60%  si è espresso per il No, ed un 40% a favore del SI, la riforma dunque è stata bocciata! L’esito era chiaro già dai giorni precedenti ma una sconfitta così netta di Renzi nessuno se l’aspettava. Fino al 30 Novembre 2016 tutti i siti internet che trattano temi di politica, e tutte le agenzie di statistica davano un testa a testa tra i due fronti, del SI e del NO, precisamente un 51.5% per il NO e un 48.5 per il SI.
Ed ora? La sera stessa, durante una conferenza stampa, il presidente Renzi ha dato pubblicamente le dimissioni, promesse durante la campagna referendaria e tanto attese dall’opposizione. Il giorno dopo comunque gli italiani si sono alzati e hanno continuato a lavorare come sempre, mentre i politici già cominciavano le loro campagne elettorali sperando in un immediato scioglimento delle camere da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come sancito l’articolo 70 della Costituzione. Invece oggi, 14 Dicembre, sono passati 10 giorni, 10 giorni passati a discutere se presidente si o no, elezioni si o no, nuova legge elettorale si o no, mentre l’Italia versa ancora in una grave crisi economica, l’Europa che ci sta abbandonando e che negli ultimi anni ha visto più di 4 presidenti del consiglio italiani diversi ed è forse questo che ci sta facendo perdere credibilità sulla sfera internazionale. In che modo possiamo essere credibili quando ogni anno ci troviamo con un nuovo presidente del consiglio dei ministri, senza nessuna continuità e consenso popolare? Oggi si vota la fiducia al nuovo Presidente incaricato Gentiloni, ex ministro degli esteri, al Senato della Repubblica. Le nuove elezioni sembrano sempre più lontane. Le borse europee, soprattutto Milano sembrano reagire non proprio positivamente per vari motivi, ma, come al solito, e grazie al voto del 4 Dicembre, ci addosseranno la colpa di tutto. Continueremo ad essere la pecora nera dell’UE. Non si può sapere come andrà a finire, se si arriverà a fine legislatura o no ma il pessimismo sulle condizioni dell’Italia si stanno sempre più facendo avanti.
Oggi si possono solo tirare le somme del Governo Renzi e con il senno di poi cosa avrebbe potuto fare per evitare tutto ciò; primo non avrebbe dovuto personalizzare in quel modo il Referendum, secondo avrebbe potuto sezionare il quesito così da, per lo meno, vincere qualche battaglia di una guerra che probabilmente avrebbe perso comunque, terzo poteva capovolgere la promessa, ovvero, dimettersi in caso di vittoria del SI, dato che il suo governo aveva il compito di fare le riforme. Se fossero passate avrebbe raggiunto l’obiettivo, si sarebbe dimesso, ne sarebbe uscito invitto e a nuove elezioni avrebbe ottenuto sicuramente quel 40% di fedelissimi che lo appoggia da sempre, sin dalla sua nomina a capo del Partito Democratico e che è stato confermato al referendum, in caso di vittoria del NO, a quel punto avrebbe dovuto continuare per proporre nuove riforme, quindi una avrebbe avuto una seconda chance.
Oggi possiamo solo affermare come ancora una volta gli Italiana hanno paura del cambiamento, o forse di questo cambiamento ritenuto improprio, e come questo “GRAN RIFIUTO” toglierà all’Italia la possibilità di ripartire, il SI non era la soluzione alla fame del mondo, ma visto che oggi questo sistema non funziona più,


rinnovarlo forse sarebbe stata una soluzione, giusta o sbagliata ormai non la sapremo mai

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